LA TUMESCENZA FREDDA

La Chirurgia con Tumescenza Fredda consente di effettuare tutti gli interventi in Day Surgery
Oggi è molto richiesta soprattutto in chirurgia estetica la possibilità di una metodica anestesiologica in grado di garantire la realizzazione di interventi chirurgici in regime di chirurgia ambulatoriale

Ad oggi, non esiste a livello nazionale una definizione condivisa di “Chirurgia ambulatoriale”, anche perché, concretamente non erano molte le possibilità di utilizzare tale regime sanitario, per la tecnologia corrente soprattutto anestesiologica. 

La “Chirurgia ambulatoriale”, viene idealmente intesa come la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare senza ricovero, ed in ambulatorio, interventi chirurgici e anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive e seminvasive, che: 
- consentano al paziente autonomia motoria e piena vigilanza entro le due ore successive all’intervento; 
- non prevedano perdite importanti di sangue;  
- non necessitano di assistenza continuativa post-intervento. 

Pertanto, nel corso di tali interventi devono essere utilizzate metodiche anestesiologiche tali da consentire all’utente di subire l’atto chirurgico in modo non sgradevole e di deambulare al termine del medesimo. La chirurgia ambulatoriale può essere eseguita esclusivamente in analgesia o anestesia locale o loco-regionale, con la possibilità di associare sedazione di grado 1-2, su pazienti accuratamente selezionati con il coinvolgimento diretto dell’anestesista. È fatto espresso divieto di uso della anestesia generale con intubazione. 

L’innovazione tecnologica e l’evoluzione continua delle conoscenze mediche, secondo criteri di appropriatezza ed efficienza, hanno reso possibile proporre ed effettuare come chirurgia ambulatoriale procedure chirurgiche anche complesse, ritenute fino a ieri attuabili solo in regime di ricovero o in strutture particolari. 
La Tumescenza "a Freddo" come tecnica di anestesia locale nasce agli inizi degli anni '90, grazie all'osservazione della straordinaria risposta emodinamica creata dalla soluzione di Klein raffreddata ad una temperatura tra i 3 ed i 5 gradi centigradi (3-5°C). Essa  consentiva di effettuare gli interventi chirurgici di superficie con "campo" praticamente esangue e garantiva una contemporanea analgesia locale ottimale.

Oggi, dopo oltre trent'anni di personale applicazione e la realizzazione di veri e propri Protocolli Chirurgici, applicabili in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, da me ideati ed illustrati in articoli scientifici e congressi internazionali, possiamo parlare di una tecnica completa chiamata Tumescenza Fredda sottoposta a copyright.


I vantaggi di tale metodica non si limitano ad una mera anestesia, bensì ad un protocollo completo, illustrato anche nel libro "LA TUMESCENZA FREDDA: TEORIA ED APPLICAZIONI ALLA CHIRURGIA PLASTICA".

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Con la Tumescenza Fredda, per la prima volta è stato possibile utilizzare l'anestesia infiltrativa anche per superfici molto estese prima impossibili da trattare in anestesia locale per la necessità di impiego di dosaggi troppo elevati e quindi potenzialmente pericolosi di anestetici locali. 

La tumescenza fredda consente di trattare localmente superfici impensabili fino alla sua messa a punto con scarsissimo disagio per il paziente, ridottissimo stress chirurgico, minime complicanze post operatorie

La soluzione base è costituita da lidocaina cloridrata 2% 50 ml pari ad 1 g. + adrenalina 1 mg, il tutto diluito in soluzione fisiologica 1000 ml molto fredda (3-5 °C). Si realizza così una soluzione anestetica diluita di lidocaina allo 0,1%, sicuramente poco efficace, secondo la farmacopea tradizionale, se utilizzata a temperatura ambiente. 

La novità inattesa è stata la trasformazione della risposta alla variazione della temperatura di utilizzo, probabilmente per l’intervento di una risposta biologica non più chimica ma fisica (soluzione fredda). 

Dopo oltre 30 anni di utilizzo della tumescenza fredda, possiamo affermare con un certo orgoglio che essa è in grado di rivoluzionare tutta la chirurgia di superficie e soprattutto la chirurgia estetica ricostruttiva.
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