STORIA DELLA TUMESCENZA FREDDA

La tumescenza fredda nasce alla fine degli anni '80 da una intuizione del Dott. R. Cappelletti sulla scia del fenomeno liposuzione. 

La liposuzione agli inizi degli anni ’80 era in grande fermento con una serie innumerevole di proposte originali ed anche innovative, non tanto per la metodica chirurgica in sé, quanto piuttosto per le metodiche di supporto.

Dott. Raffaele Ceccarino (Chirurgo Plastico) e Dott. Renato Cappelletti (Anestesista)

 La liposuzione classica definibile dry o secca, senza cioè nessun tipo di intervento preparatorio o di supporto all’intervento vero e proprio, è stata a lungo la metodica più utilizzata soprattutto a livello accademico, perché si affermava che non alterava il profilo da trattare. Però la metodica dry comportava una serie di disagi e di complicanze anche gravi. Doveva essere eseguita in narcosi e quindi con paziente mio-rilassato. Il rilassamento muscolare comportava alterazione dei vari piani tessutali, per cui il disegno eseguito con il paziente in piedi (ortostatismo) risultava totalmente falsato con paziente sdraiato (clinostatismo) e soprattutto mio-rilassato. Spesso Il risultato estetico di questo sfalsamento poteva risultare drammatico. Complicanza ulteriore era il sanguinamento che poteva essere anche molto abbondante con decorso post operatorio complesso. Tutto questo inoltre aggravava il rischio trombo embolico sia acuto che secondario. Una metodica concomitante alla dry era stata infiltrare il tessuto adiposo con soluzioni ipotoniche addizionate con ialuronidasi (metodica umida) per aiutare, almeno a livello teorico la rottura degli adipociti per fenomeni osmotici con scoppio degli adipociti ed una più facile disgregazione della struttura adipocitaria, attraverso la via enzimatica della ialuronidasi. 

La metodica umida ebbe per qualche tempo un certo successo, però comportava gravi squilibri idroelettrolitici e pochi vantaggi concreti per cui fu rapidamente abbandonata. Poiché una delle problematiche più importanti della liposuzione era il sanguinamento oltre al rischio embolico, un gruppo di chirurghi soprattutto francesi, iniziò ad adottare un trattamento adiuvante di tipo fisico, utilizzando bendaggi, spugnature, applicazione di supporti freddi e perfino l’immersione in vasca gelida del paziente da operare, per indurre una vasocostrizione del tessuto adiposo ed anche una riduzione della soglia del dolore. I risultati di questa metodica fisica erano discreti, ma il disagio per il paziente sicuramente eccessivo. 

Una proposta a prima vista irrazionale fu quella adottata dal dott. Jeffrey A. Klein (Klein, JA.: Anesthesia for liposuction in dermatologic surgery. J. Dermatol Surg Oncol; 1988;14:1124-32) che provò ad usare per infiltrare il tessuto adiposo una soluzione sempre più diluita di anestetico locale (lidocaina) e di un vasocostrittore (epinefrina). Contro ogni aspettativa la soluzione diluita era in grado di realizzare una soddisfacente azione anestetica e una accettabile vasocostrizione locale tanto da diventare la soluzione base per una nuova metodologia di liposuzione definita come tumescente. 

In questo ribollire di tentativi e proposte più o meno razionali il Dott. Cappelletti pensò che potesse essere vantaggioso utilizzare una metodologia integrata di infiltrazione, utilizzando una soluzione di anestetico locale e di vasocostrittore diluita, ma anche raffreddata (tumescenza fredda). Con questa metodologia ottenne una soluzione veramente efficace e sicura tanto da riuscire a realizzare lipoaspirazioni sempre maggiori fino a proporre una nuova metodica di liposuzione denominata lipolifting che prevede il coinvolgimento globale e contemporaneo delle cosce, ma anche dei glutei o dell’addome, il tutto in anestesia locale con sanguinamento molto contenuto, minimo disagio per il paziente e senza bisogno di ricovero. Ma la cosa più eccezionale della soluzione per tumescenza fredda era la sua versatilità; poteva essere utilizzata per la liposuzione, ma risultava parimenti efficace e maneggevole come soluzione anestetica locale per infiltrazione per qualsiasi altro intervento chirurgico di superficie (R. CAPPELLETTI: ANESTESIA PER INFILTRAZIONE CON SOLUZIONE ANESTETICA FREDDA E DILUITA; 49° Congresso Nazionale SIARTI Sorrento settembre 1995).
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