MASTOPLASTICA ADDITIVA

Mastoplastica Additiva
La mammella è una ghiandola, caratteristica dei mammiferi, che ha la funzione di secernere il latte. Infatti pur essendo presente fin dalla nascita in individui di entrambi i sessi, raggiunge il suo completo sviluppo solo in quello femminile durante la gravidanza, per svolgere la propria funzione dopo il parto. Per la donna, quest'organo possiede inoltre una indiscutibile valenza estetica, che ha ispirato ogni forma d'arte ed ha stimolato la ricerca scientifica ad ideare vari interventi di mastoplastica a scopo di correggere dismorfie vere o presunte. Per questo motivo la chirurgia ha subito un notevole progresso allo scopo d'ideare seni che siano quanto più vicini all'immaginario collettivo di bellezza e di seduzione. La mastoplastica additiva è per questo l'intervento più richiesto nell'ambito della chirurgia estetica del seno

Il metodo più sperimentato ed affidabile per aumentare il volume delle mammelle consiste nell'impianto di una protesi costituita da un involucro di silicone solido molto morbido, contenente un gel di silicone più o meno coesivo. Si calcola che in 40 anni sono stati proposti circa 240 stili diversi e 8300 differenti modelli di protesi mammarie.

Intervento di Chirurgia Plastica al Seno - Disegno pre-operatorio e condizioni iniziali della paziente
Intervento di Chirurgia Plastica al Seno - Differenza dopo l'inserimento della protesi mammaria destra
Intervento di Chirurgia Plastica al Seno - Risultato finale dopo inserimento di entrambe le protesi
   
Ad oggi, le protesi si possono differenziare sulla base del loro profilo, superficie e forma. Le tecniche chirurgiche prevedono accessi periareolare, ascellare oppure sottomammario. Personalmente utilizzo una tecnica sostanzialmente nuova che ho messo a punto 6 anni or sono e consiste in una combinazione di una particolare tecnica di anestesia e di una particolare tecnica chirurgica che mi consente di eseguire questo tipo di intervento in regime di Day Surgery e di dimettere molto precocemente la paziente riducendo i rischi anestesiologici e chirurgici e migliorando notevolmente il decorso post-operatorio.

Tale tecnica si fonda innanzitutto sulla anestesia locale effettuata con Tumescenza Fredda, che mi consente di eseguire l'intervento in assenza di dolore, ma soprattutto in assenza di sanguinamento, cosa molto importante soprattutto nel caso di contratture capsulari (in foto). Questo permette una più precisa esecuzione dell'intervento stesso con minor tempo operatorio e con risultati eccellenti.

La protesi viene inserita in una tasca di tipo Dual Plane, cioè effettuando un doppio scollamento ed un modellamento del muscolo e della ghiandola determinando un effetto più naturale a tutta la mammella. Per effetto della mancanza di sanguinamento non vengono inseriti drenaggi post-operatori agevolando una rapida dimissione e un decorso postumo più breve.

Le protesi utilizzate vengono posizionate nella loro sede attraverso delle incisioni localizzate sul contorno inferiore dell’areola mammaria o nel solco sottomammario (talvolta anche con una piccola incisione verticale, quando l’areola ha una diametro troppo piccolo), per cui esse con il trascorrere del tempo risulteranno poco visibili. Eventuali strie e/o smagliature non possono essere eliminate, ma per l’effetto della sovradistensione della cute potranno risultare meno visibili. La tecnica chirurgica utilizzata non prevede la sezione dei dotti galattofori, per cui la paziente conserva la potenziale capacità di allattare successivamente all’intervento. Naturalmente in questo caso le mammelle andranno incontro a tutte quelle modificazioni di mammelle normali. Dopo l’intervento verrà applicata una medicazione compressiva che rimarrà in sede per qualche giorno. Successivamente la paziente indosserà un reggiseno elastico modicamente compressivo. Laddove richiesto è possibile associare un intervento di mastopessi. Tuttavia è bene sapere che in questo caso in aggiunta alla cicatrice periareolare ve ne sarà un’altra che avrà la forma di una "T" rovesciata a partire dall’areola stessa.

La presenza della protesi determina una reazione dell’organismo che si esprime con la formazione di una capsula che circonda la protesi stessa.

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Intervento mastoplastica additiva post-capsula
La presenza di tale capsula non compromette l’esito dell’intervento, ma è un evento previsto. Alla paziente sarà consigliato di effettuare un massaggio delle mammelle che avrà lo scopo di evitare che la capsula che si forma non sia molto stretta e costringa la protesi. Nonostante ciò, potrebbe determinarsi, per motivi legati alla reazione individuale, la formazione di una capsula troppo aderente alla protesi che potrebbe alterare il profilo della mammella. In questo caso sarà possibile risolvere la complicanza intervenendo successivamente. Ancora, per i motivi di cui sopra, si potrebbe evidenziare una intolleranza alla protesi che si potrebbe manifestare con una secrezione sierosa, fino alla estrusione della stessa. Un’altra complicanza dell’intervento potrebbe essere l’infezione che impone la rimozione della protesi. Talvolta si possono verificare delle diminuzioni o degli aumenti transitori e/o permanenti della sensibilità del capezzolo. Talvolta è possibile avvertire la sensazione di corpo estraneo. In alcuni casi è possibile che la protesi si dislochi dalla sede in cui è stata posizionata. Si consiglia di non sottoporsi a sforzi fisici nel primo mese dopo l’intervento; di non esporre le mammella direttamente al sole per sei mesi dall’intervento e di effettuare controlli periodici.
MASTOPLASTICA ADDITIVA MASTOPLASTICA ADDITIVA Reviewed by Vincenzo Palumbo on 09:32:00 Rating: 5